Cosa vuoi veramente?

Quando il coaching diventa una filosofia di vita

Il coaching nasce proprio per aiutare le persone a essere più consapevoli e responsabili, capaci di esplorare nuove strade e possibilità nella propria vita e per supportarle nel raggiungere obiettivi che ritenevano solo sogni.
Io credo che il coaching non sia solo uno strumento in cui il coach professionista può guidare il “cliente” verso i traguardi desiderati e una vita migliore, ma che possa diventare una filosofia di vita, per così dire un self-coaching che abbraccia il cambiamento, scopre opportunità, esplora nuove possibilità, fa esprimere potenzialità.
Io stesso ho vissuto la potenza del coaching come “cliente” e ho abbracciato questa filosofia prima di diventare coach professionista (come tutti i coach dovrebbero fare). Dopo aver lavorato per alcuni anni in un campo che non sentivo mio, ho scoperto che potevo diventare artefice del mio destino e contribuire a creare un mondo a cui desidero appartenere.
Io credo che ogni persona possa agire seguendo le sue inclinazioni e i suoi talenti, ovvero diventare coach di sé stesso e smettere di reagire per paura o per inerzia.
Perché il coaching è un viaggio di esplorazione in cui essere protagonisti, ogni giorno, e non solo spettatori!
Le domande per la tua vita
E tu? Ti fermi mai a domandarti cosa è veramente importante per te?

Accetta il consiglio…per questa volta

Se ti viene da rispondere no oppure non abbastanza allora, citando il famoso passaggio del film “The Big Kahuna”, accetta il consiglio: questa volta fermati, fallo adesso e prenditi alcuni minuti per rispondere a tre domande. Potranno darti spunti utili per mettere al centro della tua vita ciò che per te conta davvero:

  1. Il giorno che compirai 70 anni, che cosa potrebbe farti piangere di gioia? Rispondendo potrai scoprire le tue aspettative, quali valori si portano dietro e cosa vorresti invece lasciare.
  2. Cosa vorresti che le persone dicessero di te in tua assenza? Tante persone a cui ho posto questa domanda hanno risposto che avrebbero voluto che le persone dicessero che sono brave persone. Altre invece avrebbero voluto sentirsi dire che avevano educato bene i propri figli. Altri ancora che erano dei professionisti competenti e affidabili. Pochi solo quelli che mi hanno risposto che non erano interessati affatto cosa la gente pensasse di lei/lui. Ancora meno erano quelli che lo pensavano davvero. La caratteristica di quei pochi è che avevano voglia di reinventarsi senza paura dell’opinione della gente che li circonda o delle conseguenze delle proprie azioni.
  3. Cosa ami dello stile di vita dei tuoi genitori e cosa invece non sopporti? Grazie a questa domanda potrai comprendere quali sono i valori che hai “ereditato” e quelli che invece hai trovato allontanandoti da modelli che non condividevi.