Io non mi lamento

È un testo che parla di tante “abitudini velenose”, come la lamentela, e di come sia possibile allenarsi ad eliminarle dalla nostra vita.
Del resto Se ti accorgi che ti stai lamentando, chiediti: “Posso fare qualcosa per risolvere la questione?”

  • Se la risposta è SI, allora fai quello che devi dare, non occorre lamentarsi
  • Se la risposta è NO, è comunque inutile lamentarsi

Alla fine del post troverai anche una proposta di allenamento, un vero e proprio “metodo antilamentela” che ti invito a praticare. D’altronde esistono sistemi per non fumare più, per dimagrire, per correre, c’è perfino un metodo antistronzi, perché non cercare un rimedio contro le lagnanze?
Se sceglierai di allenarti potrai sorprenderti degli effetti produrrà sulla tua vita!

Dialogo sulla lamentela

Penso che la lamentela ricorrente sia un comportamento socialmente pericoloso. Una specie molto diffusa di crudeltà mentale.

Non ti sembra di esagerare?

Sinceramente no!
Non penso di esagerare. Considero molto pericolosa la lamentela in quanto è socialmente considerata una reazione legittima e condivisibile, un passatempo che è molto di moda, dopo il calcio lo potremmo considerare lo sport nazionale più diffuso.
Infatti mentre di fronte al tradimento e alla prevaricazione diretta la persona in genere reagisce, di fronte alla lamentela rimane confuso. A livello profondo magari la riconosce come prevaricazione e prova rabbia. A livello sociale è invece abituato, dalle convenzioni condivise, a non riconoscerla davvero per quello che realmente è.

E quindi cosa accade?

Accade che la lamentela ottiene in tal modo il suo effetto: bloccare la reazione istintiva del ricevente, renderlo passivo e attrarlo dentro il suo gioco distruttivo.
Questo mi ricorda una storia…

Come ti trovi con la tua altezza?

«Ho talmente tanti problemi che non so da dove cominciare», esordì l’uomo sulla quarantina con un viso abbastanza infelice da avvalorare le sue affermazioni.
«Nella mia vita niente va mai per il verso giusto. Non faccio che ritrovarmi invischiato in rapporti di prevaricazione, prima con mio padre, poi con mia moglie e dopo il divorzio con altre amiche e amanti. So che sono io a cercare le persone sbagliate, ma come faccio a smettere? Anche dopo aver capito qual è il mio problema, e Dio sa quanta psicoanalisi ho fatto, continuo a finire con le persone sbagliate. Mi succede anche al lavoro. Anche i miei figli mi maltrattano. E perfino il cane!».
Il maestro ascoltò l’uomo che proseguiva sullo stesso tono; poi, durante una pausa, gli chiese: «Come ti trovi con la tua altezza?»
«La mia altezza? Non ci ho mai pensato. Si accigliò l’uomo. La mia altezza? La mia altezza va bene. Perché?».
«Perché quelli di noi che non sono inesorabilmente imprigionati nella miseria e nella malattia fin dalla nascita», rispose il maestro, «hanno davanti a sé un mondo intero di scelte. Ho riflettuto a lungo su questo argomento e ora so che nella vita l’unica cosa su cui non abbiamo scelta è la nostra altezza. È l’unica cosa predeterminata. Possiamo lamentarci della nostra altezza, ma di nient’altro».
«Sarebbe sciocco lamentarsene», commentò il pellegrino dall’alto dei tanti guai seri per cui protestava.
«Si, molto sciocco, dato che non possiamo farci niente, convenne il maestro con un sorriso. Però meno sciocco che lamentarsi per i problemi della vita che possiamo scegliere di cambiare».
In questo racconto il maestro non si lascia ipnotizzare dalle lamentele dell’uomo che gli parla e quindi non diventa passivo. La maggior parte delle volte invece non va a finire così, giusto?
Giusto, proprio così…
Mi puoi dire due parole in più di come la lamentela è legata alla passività?
Se mi lamento impiego tempo ed energia nel farlo e ho un ottimo alibi per non agire. La lamentela è in fondo espressione di abdicazione dalle responsabilità personali.
In pratica quindi è come se dicessi che se il mondo va in rovina e io sono infelice è a causa solo degli eventi esterni, dei comportamenti degli altri. Io non c’entro, non ho responsabilità.
Esatto e io posso continuare tranquillamente a darmi ragione di quanto sono triste e depresso. Ma a livello profondo tutto questo è orgoglio e falsità!

Alleniamoci con il Metodo Antilamentela

Per smettere di lagnarsi servono solo un bracciale viola e tanta costanza. Si è “guariti” se si resiste 3 settimane senza cedimenti.

Premessa: non l’ho inventato io ma ma un pastore protestante del Kansas che ha scelto come diminutivo Will e forse non è un caso. Will infatti non è soltanto l’abbreviazione di William, ma in inglese significa «volontà» e di volontà ce ne vuole tanta, tantissima, per riuscire a smettere di lamentarsi. Oltre alla consapevolezza che tutte quelle brontolate rovinano l’esistenza, a chi le esprime e a chi le ascolta.

La volontà è quindi il primo gradino del percorso che il reverendo ha trasformato in un libro diventato un successo planetario: A complaint free world, cioè Un mondo libero dalle lamentele, in italiano s’intitola Io non mi lamento ed è pubblicato da Mondadori).

Il trucco – cioè la vera illuminazione del pastore Will – è comunque il braccialetto di plastica di colore viola, il “colore della trasformazione”.

Il metodo in due passi

  • Passo#1 Indossa il braccialetto e inizia a contare il tempo che passa
  • Passo#2 Se ti lasci andare a una lamentela, bisogna cambiarlo di polso. E ricominciare da capo, contare di nuovo

L’obiettivo è arrivare a 21 giorni di fila senza una lagna (3 settimane perché, secondo gli scienziati, è il periodo necessario a modellare una nuova abitudine).

Avviso ai naviganti: la parte più difficile è cominciare; ma poi anche ricominciare è un’impresa: per esempio quando sono passati dieci giorni indenni, ma poi caschi di nuovo nel brontolio allora la frustrazione è forte così come la voglia di mollarci!
Comunque se tieni duro sappi che in media servono dai quattro agli otto mesi per riuscire a raggiungere i fatidici 21 giorni.

Cosa facciamo noi

In SempliceMente abbiamo declinato questo metodo in due versioni, la versione “light” (per dilettanti tenaci) e  quella “strong” (per chi vuole diventare un “professionista della Non lamentela”).

  • Metodo Light:  ricominci da capo solo se la lamentela è espressa a voce alta. Se la pensi soltanto, non conta e puoi lamentarti quanto vuoi anche per esserti impelagato nell’impresa! 😉
  • Metodo Strong: ricominci da capo anche se ti lamenti solo internamente (nella tua testa)

Fammi sapere quando incominci, in quale versione ti stai cimentando ma sopratutto che effetto ha sulla tua vita.
Ricorda che la parte più difficile ma anche la più importante è…cominciare!